Giochi di squadra sulla sabbia: come organizzare un torneo in spiaggia

L’estate è qui, il sole splende e la sabbia chiama! Un torneo di giochi di squadra in spiaggia è l’ideale per scatenare energia e divertimento. Beach volley, beach soccer, beach tennis… le possibilità sono infinite. Questa guida ti accompagnerà passo dopo passo nell’organizzazione di un evento indimenticabile, con tanti consigli pratici e spunti utili.

Dalla scelta del gioco al budget: i primi passi

Iniziamo! La prima cosa da fare è scegliere il gioco (o i giochi) che animeranno il tuo torneo. Il beach volley è sempre una garanzia, come il torneo 3vs3 di Osogna, perfetto per un evento amatoriale. Ma perché non provare il beach soccer, sull’onda del successo dell’International Beach Soccer Tour? O il beach tennis, sempre più popolare, come dimostrano i Campionati Italiani TPRA. E per chi ama l’originalità, ci sono il beach rugby, come la Sardegna Beach Rugby Cup, le bocce da spiaggia, supportate da Federbocce, e persino il Beach Wrestling!

Regole del gioco

Dopo la scelta, tocca alle regole. Per beach volley e beach tennis, puoi consultare i regolamenti ufficiali, come quelli della FITP per il beach tennis. Per giochi meno comuni, definisci regole chiare per un divertimento senza intoppi.

Struttura, logistica e imprevisti: l’organizzazione nel dettaglio

Passiamo alla struttura. Quante squadre? Gironi o eliminazione diretta? Puoi ispirarti all’Under 20 Puntocuore di beach soccer (gironi e Final Four) o al Beach Pro Tour Finals (pool e eliminazione diretta).

Trovare il posto giusto

La location è essenziale. Cerca una spiaggia spaziosa, accessibile e con servizi (docce, bagni, bar). Uno stabilimento balneare, come il Beach Stadium di Viareggio, potrebbe essere la soluzione ideale. Ricorda i permessi necessari e un piano per i rifiuti.

Quando e per quanto

Scegli date e orari, considerando il meteo e la disponibilità dei partecipanti. Un giorno, un weekend o più? Evita le ore più calde e, se possibile, organizza eventi serali.

Piano B

Tieni sempre d’occhio il meteo. Un piano alternativo in caso di pioggia è fondamentale, così come un kit di pronto soccorso e, idealmente, personale medico o un bagnino per gestire eventuali infortuni.

Promozione, costi e partecipazione

Un torneo senza giocatori non è un torneo! Promuovi l’evento sui social, con i media locali, il passaparola e collaborando con associazioni sportive, come Reggio Beach Games ASD. Iscrizioni semplici, magari online, con informazioni chiare e una quota (se prevista).

Budget e sponsor

Un torneo, anche amatoriale, ha dei costi: attrezzature, premi, eventuale affitto della spiaggia, assicurazione. Stila un budget dettagliato, prevedendo anche un margine per gli imprevisti. Per coprire le spese, puoi cercare sponsor locali (negozi, ristoranti, attività della zona) interessati a visibilità in cambio di un contributo economico o di premi. Anche il crowdfunding può essere un’opzione.

Premi e spirito di squadra

Premia i vincitori e magari offri gadget a tutti. L’importante è divertirsi, ma un premio è sempre gradito!

Dopo il torneo

Concluso l’evento, ringrazia i partecipanti, condividi foto e video sui social e chiedi feedback per migliorare le future edizioni. Un torneo di successo può diventare un appuntamento fisso!

Oltre il divertimento

Un torneo in spiaggia è divertimento, ma anche promozione di valori come spirito di squadra, fair play e inclusione. Eventi come i Mediterranean Beach Games uniscono culture diverse. Anche il tuo torneo può creare comunità e, chissà, scoprire un futuro campione! Allora, cosa aspetti? L’estate è il momento perfetto!

Le migliori spiagge dove divertirsi

Che siate amanti dell’adrenalina o dei tipi meno “aggressivi”, ci sono spiagge che sono simbolo di divertimento e che vengono visitate ogni anno grazie alle immagini che evocano.

In questo articolo di approfondimento abbiamo raccolto alcune delle più importanti in giro per il mondo!

Australia, Stati Uniti e…

Naturalmente non si può pensare al divertimento senza pensare agli USA: grazie al rito dello spring break, che interrompe a metà i due semestri di studio all’università, sono a decine i film ambientati in spiaggia arrivati anche dalle nostre parti. Se le spiagge di Miami sono famose in questo senso, quella di Venice Beach in California, popolata di appassionati cultori della forma fisica, è affollata tutto l’anno.

In Europa, Barceloneta è probabilmente il posto da visitare almeno una volta nella vita per gli amanti dell’intrattenimento da spiaggia, mentre nel vicino Portogallo la località di Peniche è diventata una destinazione per gli amanti degli sport acquatici, soprattutto il surf. Il surf è anche l’attività privilegiata di chi visita Biarritz in Francia, oppure Bondi Beach in Australia (che però è la preferita per gli amanti degli sport in genere).

A proposito di surf

Pensiamo al surf come a uno sport praticabile solo all’estero, ovviamente dove la presenza di un oceano permette la formazione di onde più “importanti”, ma secondo un recente articolo del Financial Times non bisogna per forza sognare posti lontani, magari guardando i poster attaccati in camera: molti “spot”, come si dice in gergo, famosi si trovano proprio in Italia!

Banzai Beach a Santa Marinella (a nord di Roma), Recco in Liguria, Capo Mannu in Sardegna sono solo alcuni dei luoghi visitati anche da surfisti stranieri, attirati dalla “stranezza” delle onde in spiagge baciate dall’altrimenti tranquillo Mar Mediterraneo!

E per i più tranquilli…

Rimaniamo in Italia per una spiaggia (meglio: una lunghissima striscia di stabilimenti) che va da Cervia a Cesenatico e ha il suo centro a Rimini e Riccione: la Riviera Romagnola è sinonimo di divertimento scatenato, di discoteche e sport all’aria aperta, ma anche centri adatti a giovani famiglie così come a gruppi più anziani: basta trovare lo stabilimento giusto (e qui ce ne sono per tutti i gusti).

Lo stesso tipo di “target” viene raggiunto in altre parti d’Italia come a San Vito Lo Capo o a Mondello in Sicilia, a Sperlonga nel Lazio del sud o a Forte dei Marmi in Toscana ma anche sul Lago di Como – solo per citare alcune località dalla popolarità indiscutibile.

Questa versatilità non è, del resto, una prerogativa solo italiana: Brighton in Inghilterra, Tenerife nelle Isole Canarie o Naxos in Grecia esercitano lo stesso fascino su gruppi diversi di persone, dagli interessi altrettanto vari.

Per divertirsi per tutta la stagione estiva, insomma, senza mai annoiarsi basta puntare il dito a caso su una mappa…. e iniziare a esplorare!

Tutti pazzi per lo spikeball

Fra i nuovi sport da spiaggia che si stanno imponendo anche da noi c’è uno strano ibrido di ping-pong, pallavolo e… schiacciasette. Sì, proprio il gioco che si fa classicamente al parco fra amici, con un pallone senza pretese. Questo invece si chiama “spikeball”, e siamo sicuri che non manca molto alla sua definitiva esplosione!

Tre livelli e tanto divertimento

Lo spikeball ovviamente arriva dagli Stati Uniti, e si può giocare su qualsiasi superficie: erba, cemento, sabbia… con scarpe calzate e non. Non necessita di una divisa precisa, e si gioca in coppie da due giocatori. Questo sport è praticato su tre livelli con difficoltà crescente: il bianco per bambini e ragazzi, il verde per i giocatori di medio livello e il rosso per gli autentici acrobati… Ma andiamo con ordine.

Niente metà campo: nessuna scusa per i pigri

I pigroni che si divertono a giocare con gli amici a pallavolo o a calcetto ma che prima o poi in una partita si eclissano, rallentano prendendo fiato e sognano di sdraiarsi tra morbidi tappeti shaggy alla moda sono avvertiti: anche se le regole pescano da tanti sport di squadra dove è possibile rimanere “in disparte”, nello spikeball questo non è possibile.

Il perché è presto detto: non esiste una vera metà campo, e l’unico oggetto che separa le due squadre è una rete rotonda, in verità più simile a un trampolino, sulla quale va fatta rimbalzare la pallina da gioco. A ogni colpo corrisponde un rimbalzo, per sua natura imprevedibile, e per questo le azioni di gioco sono veloci e vedono gli atleti girare di corsa intorno a questa rete elastica.

Un mix entusiasmante per il vostro benessere

Gli elementi presi a prestito dalla pallavolo sono i colpi che si possono dare alla palla con le mani: bagher, alzata, palleggio… In compenso è anche possibile prendere la pallina con la testa, petto, spalle e piedi!

Lo scopo è di giocare la palla per tre volte prima di schiacciarla con forza sulla rete in basso, cercando di impedire agli avversari di riprenderla e giocarla a loro volta.

lo spikeball si può giocare sia all’aperto che al chiuso, il che lo rende versatile anche in caso di condizioni meteo avverse (a patto di avere sufficiente spazio per muoversi intorno alla rete, ovvio). Il tutto, poi, occupa davvero poco spazio: rete e palline sono riponibili in una sacca, e lo spikeball può essere sempre portato con sé, altra innovazione che lo renderà gradito agli amanti delle gite fuori porta e delle giornate in spiaggia più spontanee.

Al momento gli appassionati di spikeball (che in Nord America chiamano anche “roundnet“, non senza generare qualche confusione) sono poche migliaia in Italia, ma noi di Rimbalzello siamo sicuri che abbia in sé tutte le caratteristiche per diventare fra le attività più divertenti possibili da praticare sulle nostre spiagge: è semplice, è coinvolgente, ed è sicuro per tutti.